I magnifici sette: i galleristi modenesi a Modenantiquaria. E domani arriva Valerio Massimo Manfredi

Altissima qualità e garanzia di autenticità dei pezzi proposti, una decennale attività nel settore e una fama riconosciuta a livello nazionale hanno reso possibile la partecipazione alla kermesse di sette antiquari modenesi. Cantore, Orfeo Bertacchi e Antichità Via Ganaceto di Modena, Camellini di Sassuolo, Giusti di Formigine, Ossimoro di Spilamberto, Fausto Bulgarelli di Carpi sono le gallerie che espongono le loro opere a fianco delle altre 113 provenienti da tutta Italia. Un espositore modenese è presente anche a Petra. Domani un incontro aperto a tutti con Valerio Massimo Manfredi sull’immortalità dei classici
Sono sette le gallerie “storiche” di Modena e provincia che e a Modenantiquaria fanno da portabandiera dell’antiquariato locale come sinonimo di qualità e

autenticità: qui propongono le loro opere accanto ai “big” del settore a livello nazionale.

“Modenantiquaria è riuscita a coinvolgere la maggior parte dei migliori antiquari operanti sul mercato nazionale e tra questi ci sono anche numerosi modenesi, sinonimo di un territorio “fecondo” anche da questo punto di vista – sottolinea Pietro Cantore, Tesoriere dell’Associazione Antiquari d’Italia e Presidente Antiquari Modenesi – Il mercato è  profondamente cambiato e noi antiquari e acquirenti insieme a lui. Oggi è fondamentale ricostruire i contesti, le provenienze: non si compra più come un tempo per capriccio o per il gusto dominante. Si acquista con convinzione un frammento di un passato a volte lontanissimo, ma capace di grande suggestione, nel dipinto come nell’oggetto. E’ un’evoluzione epocale che si riflette in particolare in questa edizione della mostra”.

Tra i pezzi forte della Galleria Cantore ci sono i dipinti: tra questi in particolare spicca “La Berenice” di Luca Ferrari detto Luca da Reggio, apprendista di Guido Reni (1640 circa); si tratta di un’opera sconosciuta al mercato, di recente acquisizione da parte della Galleria, che viene esposta per la prima volta a Modenantiquaria. Berenice è qui raffigurata in tutta la sua maestosità dal maestro reggiano, le cui opere si possono ammirare in pochissimi musei italiani tra cui la Galleria Estense.
Antichità Orfeo Bertacchi propone soprattutto mobili antichi, in particolare librerie della seconda metà del Settecento e ottocentesche.
La galleria Antichità Via Ganaceto si occupa in prevalenza di mobili e dipinti dal XVI e XVIII secolo con una predilezione per il mobile Veneziano del XVIII secolo. Una vasta collezione di opere che vanno dal XVI al XIX secolo si può ammirare presso lo stand di Giusti Antichità, tra cui una coppia di sculture in marmo raffiguranti “Allegorie”, realizzate da Pietro Calvi nella seconda metà dell’Ottocento. Camellini Antichità è specializzato in mobili: in fiera propone pezzi unici come una preziosa ribalta lastronata e intarsiata in noce e radica di noce risalente al 1730, di provenienza veneziana; mentre Fausto Bulgarellipunta anche sui complementi d’arredo. Ossimoro di Spilamberto porta una “Madonna col Bambino dormiente in braccio”, olio su tela di Gian Giacomo Sementi, risalente alla prima metà del Seicento.
A queste gallerie si affianca un espositore modenese anche a Petra: qui sono Renzo e Stefano Bruini a esporre le loro proposte per giardini ed esterni.

La manifestazione è la prima dell’anno nel calendario degli eventi internazionali dedicati all’antiquariato, un appuntamento importante per tastare il polso al mercato e capirne le tendenze. Per confrontarsi sulle prospettive Modenantiquaria propone incontri – il primo domani alle 18, dedicato all’arte classica – in cui intervengono galleristi, direttori di musei, mercanti d’arte ed esperti di diritto, ma anche volti noti e amati dal grande pubblico come Valerio Massimo Manfredi.
I classici sono dentro di noi, per questo non smettono di appassionarci: loro continuano a essere dedicate mostre, libri eventi di grande successo: attualmente una delle mostre più visitate a Milano mette a confronto due giganti del neoclassicismo, Canova e Thorvaldsen (a cura di Fernando Mazzocca); le gesta degli eroi nei libri di Valerio Massimo Manfredi (l’ultimo è Antica madre, Mondadori), archeologo e scrittore modenese tradotto e pubblicato ovunque, appassionano milioni di lettori nel mondo; a Londra il British Museum dedica una grande mostra al mito di Troia; a febbraio un grande evento a Forlì racconterà la fortuna di Ulisse nell’arte di tutti i tempi (Francesco Leone e Fernando Mazzocca i curatori). Domani nell’incontro “Classico/Neoclassico. Il mito è dentro di noi” prendono la parola sul tema Francesco Leone, Fernando Mazzocca insieme allo scrittore Valerio Massimo Manfredi.

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Autore dell'articolo: Redazione