Com’era, Com’è: “Il mulino dell’Agnese”

Il “mulino dell’Agnese” in un immagine dei primi del ‘900. Immagine tratta dalla rivista “Fatti Nostri” Periodico di informazione e cultura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il “mulino dell’Agnese” oggi (via Circondaria Nord n. 203). Dal 1919 fu di proprietà di Aldo Forlani e successivamente, dopo la sua morte, fu gestito dalla vedova Agnese e dalle figlie fino alla definitiva chiusura nel 1960

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’origine di questo mulino risale (in questa localizzazione con lo stesso corso del canale, l’edificio ovviamente é nei secoli piú volte mutato e trasformato) all’anno 1234, cioé esattamente 8 anni dopo la fondazione della fortezza di Castel Franco. “Mancando agli abitanti acqua che loro servisse per macinare il grano il senato di Bologna ordinó nel 1234 a tanto si provedesse e per adatto canale da Piumazzo l’acqua venisse condotta al castello. Veniva scavato un canale, che, dalla localitá Prato dei Monti a sud est di Castel Franco, portasse l’acqua necessaria a far funzionare un mulino perché gli abitanti avessero la possibilitá di macinarvi il grano”. Fu chiamato canale del mulino. (Fonti: Archivio di Stato di Bologna Registro Grosso; L. Alberti, Historia di Bologna, deca prima, libro 10, Bacchi A. “Castelfranco dell’Emilia e paesi circonvicini, ecc.). Il mulino con l’esatta localizzazione attuale é presente, e spesso bene in evidenza, in svariate mappe e disegni dell’archivio di stato di Modena e di Bologna nonché nei successivi catasti sette/ottocenteschi dove ha la configurazione attuale eccetto il lato ovest dove si nota la presenza di un portico attualmente chiuso. Nel 1500 il mulino risultava essere di proprietá della famiglia Pinj, mentre nel XVII secolo si trova spesso nominato come “molino Mafari”, e nel 1749, da un documento di archivio, sappiamo essere proprietà della contessa Moreni. Nel 1840 con rogito 30 marzo Pallotti Gaetano, Francesco e Luigi ereditano dal padre Silvestro il detto mulino; nel 1866 con rogito 20 ottobre la ditta Gaiani Andrea ne viene a sua volta in possesso, infine nel 1919 Aldo Forlani acquista il mulino (negli ultimi tempi fino al cessato funzionamento si chiamerá popolarmente “il mulino dell’Agnese”). L‘interno del mulino di Castelfranco (comprese le paratie per l’acqua) a tutt’oggi – dicembre 1981 – risulta essere perfettamente conservato con le antiche macine in pietra, strutture di legno e strumenti e utensili originali, in teoria il mulino sarebbe ancora riutilizzabile, quindi tuttora intatto. Il mulino di Castelfranco presenta peró un’altra peculiare ed eccezionale caratteristica di valore storico e artistico: tutte le stanze superiori dell’edificio in oggetto sono state (e sono tuttora in ottimo stato di conservazione) completamente affrescate, nei soffitti e nelle pareti dal noto decoratore e scultore liberty Silverio Montaguti. Il Montaguti (Castelfranco E. 1870, Bologna 1940) insegnante per molti anni all’Accademia di Belle Arti di Bologna, fu autore anche di grandi sculture come, nel 1910, le fontane con i fauni per il nuovo mercato coperto in via Ugo Bassi in centro a Bologna.

tratto da un articolo della rivista “Fatti Nostri” – anni ‘80

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Autore dell'articolo: Redazione