Martedì 28 novembre al MAST di Bologna i migliori chef bolognesi insieme per una cena solidale di raccolta fondi contro il tumore ovarico in occasione della Giornata mondiale del dono

Martedì 28 novembre si celebra in tutto il mondo il “Giving Tuesday”, la Giornata mondiale del dono. In questa occasione gli chef bolognesi dell’Associazione Tour Tlen, un maestro pasticcere e i sommelier della Fisar lavorano insieme gratuitamente per servire alla città una cena speciale, in una location d’eccezione: il MAST, Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia. Obiettivo: raccogliere fondi per finanziare una borsa di studio presso il Policlinico Sant’Orsola. Un ricercatore potrà dedicarsi allo studio del tumore ovarico, il “killer silenzioso” che ogni anno, solo a Bologna, colpisce quasi 100 donne. La cena, organizzata da Loto Onlus, è aperta a tutti

E’ la risposta internazionale al consumismo sfrenato del Black Friday e Cyber Monday: il Giving Tuesday, la Giornata mondiale del dono, nasce 5 anni fa negli Stati Uniti e oggi ha raggiunto più di 98 Paesi nel mondo. Martedì 28 novembre Bologna è in prima linea su questo fronte pacifico, con un’iniziativa originale: una cena donata alla ricerca scientifica del Policlinico Sant’Orsola dai grandi protagonisti della ristorazione bolognese.
Per una sera cinque chef dell’Associazione Tour Tlen, un maestro pasticcere e cinque sommelier Fisar diventano ambasciatori di solidarietà e cucinano per oltre 100 persone in una location cittadina prestigiosa: il MAST, Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia. Si metteranno ai fornelli Mario Ferrara, chef del ristorante Scacco Matto di Bologna e presidente dell’Associazione Tour Tlen, Lucia Antonelli della Taverna del cacciatore di Castiglione dei Pepoli, Carlo Borsarini de La Lumira di Castelfranco Emilia, Pasquale Troiano della Cantina Bentivoglio, Alessandro Gozzi della Trattoria Bertozzi, entrambi di Bologna; il dolce sarà a cura del maestro pasticcere Gabriele Spinelli della pasticceria Dolce e Salato di Pianoro. I menù preparati dagli chef sono di alto profilo gastronomico e il ricavato viene devoluto al 100%: tutti coloro che lavorano all’evento, compresi gli organizzatori, il personale e gli chef coinvolti, operano gratuitamente.

L’obiettivo dell’evento è quello di finanziare una borsa di studio presso il Policlinico cittadino: grazie ai fondi raccolti un ricercatore potrà dedicarsi allo studio di uno dei tumori femminili più aggressivi ma meno conosciuti, quello ovarico. La cena, infatti, è organizzata da Loto Onlus – associazione no profit bolognese che opera contro il carcinoma ovarico, che ha una mortalità molto alta: il 50% a 5 anni. Solo a Bologna nel 2016 si sono registrati 96 nuovi casi di tumori maligni dell’ovaio, mentre i decessi accertati nel 2015 sono stati 76 (fonte: registro regionale “I tumori in Emilia-Romagna”).

“Il 28 di novembre sarà una giornata in cui tutto il mondo si unisce in un unico atto di bene: anche i bolognesi possono partecipare e supportare il lavoro di chi fa del bene agli altri, per ricordarsi che donare è bello – sottolinea Sandra Balboni, presidente Loto Onlus, che spiega lo scopo di questo evento – E’ importante ricordare che il 70% delle donne non conosce il tumore ovarico e quindi non ne parla, i media se ne occupano ancora troppo poco e anche la maggior parte delle donne che sono guarite o convivono con la malattia preferisce il silenzio. Ma la metà delle donne che si ammala di tumore ovarico non sopravvive oltre 5 anni dalla diagnosi: è un dato sconcertante e la causa principale è proprio la non conoscenza della malattia che non porta sintomi specifici, e dunque la relativa diagnosi tardiva, a fase avanzata, quando le terapie hanno minori chanches di successo. Per questo è fondamentale l’informazione. Ringrazio sin da ora tutte le persone che parteciperanno a questa cena e le invitiamo a fermarsi un attimo a raccogliere qualche informazione sul tumore ovarico: sarà tempo ben speso, può salvare la vita”.

La cena verrà servita al MAST di Bologna, con un menù raffinato e salutare. Si comincia con i finger food (salmone selvaggio affumicato, mousse di melanzane, bignè petroniano con mortadella) e lo chef Mario Ferrara propone come antipasto calamaro alla piastra con fave e limone; si prosegue con i passatelli asciutti con carciofi freschi, culatello croccante e fonduta di Parmigiano Reggiano di Alessandro Gozzi, e i tortelloni di ricotta Rosola con burro di fattoria e salvia di Pasquale Troiano; come secondo Lucia Antonelli prepara il suo coniglio ripieno con crema di patate, topinambur e spinaci. Si chiude in dolcezza con la petit patisserie del maestro pasticcere Gabriele Spinelli e il pane “sotto la neve” dello chef Carlo Borsarini. I vini, appositamente selezionati, vengono serviti e presentati dai sommelier Fisar di Bologna (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori).

“Gli chef della nostra associazioni hanno sposato subito questa causa e abbiamo risposto con entusiasmo alla chiamata di Loto – sottolinea Mario Ferrara, Presidente Associazione Tour Tlen e chef Trattoria Scaccomatto (Bologna) – quando si tratta di fare da portabandiera per iniziative importanti, legate alla salute e al territorio, noi ci siamo. Scegliere di donare il nostro tempo e il nostro lavoro alla ricerca è un modo per condividere valori forti e importanti, aiutando a dare loro concretezza. Non si può far finta di niente quando c’è ancora tanto da fare. E’ un privilegio, per noi. Come persone, e anche come chef che ogni giorno si impegnano a dare il meglio di sé”.

Info: www.lotonlus.org

L’Associazione Loto
Loto è un’associazione no profit basata sul volontariato che opera contro il tumore ovarico. Uno degli obiettivi di Loto Onlus è quello di divulgare informazioni e rendere consapevoli le donne su una patologia come il carcinoma dell’ovaio, uno tra i tumori femminili a prognosi più severa e che colpisce ogni anno quasi 5.000 donne in Italia e 250.000 donne nel mondo.
Nasce nel 2013 grazie all’iniziativa di un gruppo di pazienti ed amici certi di dover attivare un percorso “pionieristico” per affrontare una patologia di cui non sono note le cause e per la quale non sono ancora disponibili strumenti validi per la diagnosi precoce.
L’associazione è composta da un Consiglio Direttivo ed un Comitato Tecnico-Scientifico, i quali si affiancano per contribuire, ciascuno per la propria area di competenza, alla diffusione dell’informazione , al supporto alle donne colpite da carcinoma ovarico e al sostegno della ricerca scientifica. Eventi dedicati, workshop, convegni, il sito internet e le newsletter sono i principali strumenti attraverso i quali si realizza l’attività informativa, di supporto e di sensibilizzazione.
Il Comitato Tecnico-Scientifico oltre a organizzare incontri scientifici e di divulgazione, seleziona e propone i progetti di ricerca da sostenere.

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Autore dell'articolo: Redazione