Alfonsina Strada

Nella casa Scala, lungo la strada che da Panzano conduce a Riolo (oggi via Isonzo, 36), il 16 marzo 1891 nacque da una famiglia di braccianti Alfonsa Morini, famosa – e non solo nel mondo dello sport – come Alfonsina Strada.
Strada, non per averne percorsa tanta come appassionata e praticante ciclista, ma per aver sposato a Milano, civilmente nel 1915 e con rito religioso il 5 ottobre 1922, Luigi Strada.

Innamorata fin da bambina della bicicletta, forte e coraggiosa tanto da competere coi maschi, iniziò giovanissima a gareggiare e a vincere corse riservate a donne. Nel 1911 stabilì il record dell’ora femminile su pista con oltre 37 Km, record che rimase imbattuto per 26 anni. Poi nel 1917 e 1918 partecipò al Giro di Lombardia assieme agli uomini: in ambedue i casi riuscì a portare a termine onorevolmente la corsa.
Ma l’impresa per cui divenne famosa la compì nel 1924, quando, unica donna nella storia del ciclsmo, partecipò e portò a termine il Giro d’Italia assieme agli uomini: 90 corridori alla partenza, soltanto 30 all’arrivo della 12ª e ultima tappa, e fra questi Alfonsina. Ultima sì, ma giunta fino a Milano, dopo 3.613 Km.
In seguito gareggiò in corse femminili fino a 46 anni, poi aprì a Milano un negozio per riparazioni di biciclette.
A Castelfranco risiedono dei Morini suoi lontani parenti: uno di essi, ora scomparso, mi disse anni fa che nel parentado la chiamavano “la matta”, e si può ben comprendere l’appellativo, pensando alla mentalità del tempo. Alfonsina, invece, fu una donna sicuramente al di fuori degli standard dell’epoca, ma con la testa sulle spalle: seria, tenace e generosa, malgrado le avversità. Fu molto stimata da giornalisti e corridori del suo tempo e da quelli successivi che, passando da Milano, volentieri le facevano visita.
Donna moderna e vera amante delle due ruote, possedeva pure una motocicletta: con questa, il 13 settembre 1959 si recò a Varese per assistere alla partenza della Tre Valli Varesine; tornata a Milano, dopo aver raccontato ad una vicina la sua trasferta sportiva, mentre cercava di rimettere in moto la sua Guzzi che non voleva partire, fu colta da malore e poco dopo spirò.
Su di lei sono stati scritti tanti articoli e libri: molto bello e approfondito quello di Paolo Facchinetti: Gli anni ruggenti di Alfonsina Strada (edicicloeditore 2004).
Le sono state dedicate canzoni e proprio in questi ultimi anni anche un video con la straordinaria e simpatica partecipazione di Margherita Hack.

Germano Caretti

Condividi su / Share on:

Autore dell'articolo: Francesca