Il Bar Pasticceria Magni

Estratto dall’articolo ”Ha chiuso il vecchio e amato “Bar Magni”: un altro pezzo pregiato di Castelfranco se ne va” di Giuseppe Magni, tratto dalla rivista “Fatti Nostri” – febbraio 1991.

Nel 1922 era nato Sergio, il primo figlio e nel 1926 sarà la volta di Pippo, il secondo. Con la famiglia che cresceva e la situazione economica non proprio florida di quei tempi (culminò con la famosa crisi mondiale del 1929) i primi dieci anni della pasticceria furono duri. Il signor Cesare rispondeva con un’attività di lavoro superlativa. La sua giornata cominciava alle cinque del mattino senza mai un giorno settimanale di riposo e durava fino a sera tardi. Questo ritmo lo

Giuseppe e Candida Magni (Fotografia tratta dal libro “Castelfranco Emilia nei Ricordi” – Edizioni Multimedia Arte e Comunicazione di Benassi Maurizio – Castelfranco Emilia)

tenne, assieme alla moglie Candida, fino ad ottant’anni, nel 1972, quando fu costretto a smettere, suo malgrado, per ragioni di salute.

Fu lui che nel suo locale confezionò e vendette per primo il pane francese. Aveva comprato una macchina a manovella per fare le caramelle artigianalmente che successivamente alcune donne provvedevano ad incartare mentre i ritagli della lavorazione venivano regalati ai bambini del paese che attendevano fuori sotto il portico. Fu il primo, sempre a Castelfranco, a confezionare i gelati nel 1935 con una delle primissime macchine “Carpigiani” (ora leader mondiale del settore); il primo (e forse anche l’inventore assoluto) del gelato “Pinguino” (1945) costituito da una pellicola esterna solida di cioccolato e da un bastoncino per reggerlo.

Bar Magni: Leandro Berselli, Rino Caretti e Piero Laffi (Fotografia tratta dal libro “Castelfranco Emilia nei Ricordi” – Edizioni Multimedia Arte e Comunicazione di Benassi Maurizio – Castelfranco Emilia)

Fu sempre attento alle novità ed accorto a cogliere quelle valide. Fu acquirente ed utilizzatore di una delle primissime macchine per il caffè espresso “Faema” (la sua ebbe il numero di matricola 632). Durante la guerra, venendo a mancare in molti casi la materia prima, si ingegnò a sostituirla: per lo zucchero usava il succo d’uva e per il latte mandava il figlio Pippo nei caseifici a raccogliere siero fresco di risulta dalla lavorazione del grana. In questo modo riuscì sempre ad offrire degli ottimi gelati. Il signor Cesare è stato campione di un tipo di uomini nati alla fine del secolo scorso che per la rettitudine dei loro principi e la forza del loro carattere hanno caratterizzato un’epoca e dei quali pare si sia perso lo stampo.
Il bar pasticceria Magni fu anche il primo che ebbe in dotazione la radio, con tanto di altoparlante che trasmetteva le partite di calcio del Bologna, commentate da Nicolò Carosio, però tanti anni dopo fu l’unico locale che rifiutò la televisione. Il signor Cesare, la signora Candida ed i figli, Sergio e Pippo divenuti contitolari, si opposero sempre a che nel loro locale vi fosse la televisione. L’ebbero fin dai primi tempi, quelli del primo “Lascia o raddoppia” di Mike Bongiorno, ma su in casa nell’appartamento dove non mancavano di invitare i clienti più affezionati. I clienti di questo bar si possono definire clienti amici. Pochi, scelti e selezionati da una serie di regole non scritte che hanno sempre fatto di questo locale una cosa unica, diversa da tutti gli altri.
… La debolezza, neanche nascosta, del signor Cesare era la grande passione per la squadra di calcio del Bologna. L’aveva praticato fin da quando, giovinotto, faceva l’aiuto pasticcere a Bologna e lo squadrone che “tremare il mondo fa…ceva” giocava ancora nel campo dello Sterlino. Il suo buono o cattivo umore era determinato principalmente dal risultato ottenuto alla domenica dalla squadra rossoblu: il cliente abituale sapeva perciò che in certi momenti non era il caso di fare dell’umorismo. Come i loro genitori, anche Pippo e Sergio, dietro al bancone del bar, vi hanno passato una vita, gli ultimi vent’anni. Impossibilitati prima eppoi scomparsi i genitori, sono stati loro i titolari, le loro consorti, poi i figli che li hanno via via affiancati part-time, così si può affermare che nel locale vi hanno lavorato tre generazioni.
Estratto dall’articolo ”Ha chiuso il vecchio e amato “Bar Magni”: un altro pezzo pregiato di Castelfranco se ne va” di Giuseppe Magni, tratto dalla rivista “Fatti Nostri” – febbraio 1991.

Il Bar Pasticceria Magni era situato in Corso Martiri 192 a Castelfranco Emilia, dove ora si trova il negozio “Benetton”

Nelle foto: Pippo Magni, penultimo da destra, con amici e Sergio Magni

 

“Castelfranco Emilia Come Eravamo”

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Autore dell'articolo: Redazione